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Giuseppe Andrich

Il Cammino delle Dolomiti è un percorso ad anello che abbraccia la splendida diocesi dolomitica di Belluno-Feltre, tutta in provincia di Belluno.
    Come vescovo di questa terra ho coltivato gioia riconoscente per questa iniziativa nata dalla Commissione sinodale per la Comunicazione presieduta dal dott. Luigi Guglielmi e sostenuta con entusiasmo da innumerevoli persone e associazioni che sono state pronte a offrire competenza e disponibilità operativa.
    Un ringraziamento particolare anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Affari Regionali e Autonomie Locali e alla Provincia di Belluno che riconoscendo il valore di questa iniziativa anche dal punto di vista storico, artistico e turistico, l’hanno inserita nel quadro del Progetto Heritour Interreg IIIB Cadses che ha consentito la stampa e la diffusione gratuita di questa guida a un pubblico molto ampio.
Ho letto questa pubblicazione con riconoscenza e ammirazione per l’accurata ricerca svolta nella progettazione e realizzazione del percorso. Le pagine pongono il lettore in dialogo con la proposta di “camminare insieme, in alto”. Si mostra tutta l’attrattiva paesaggistica e storica del Cammino, e vengono presentati gli obiettivi del percorso.
Facciamo tutti parte di una carovana in cammino: qualcuno pensa di essere diretto verso l’ignoto, molti altri sentono di orientarsi verso il mistero di una “patria” che può farsi anche “via”, nella contemplazione della bellezza e nella fatica.
    Come vescovo cresciuto nella cultura della montagna dolomitica, il mio cammino è con molti orientato verso questa patria e, insieme a tutti gli amici della carovana, sperimento la vita come un percorso difficile di montagna. Ci sono momenti di vertigine, c’è alle volte paura di aver smarrito il sentiero, oppure un banco di nebbia o una bufera portano oscurità. Importante è restare saldi, attaccati alla roccia, attenersi alla traccia di sentiero. Occorre “fidarsi”. La stessa radice ebraica del verbo “affidarsi” allude a chi si appoggia a una roccia, a qualche cosa che sa essere salda, alla promessa di chi gli dà la certezza di essere sul giusto percorso.
La proposta del Cammino delle Dolomiti ha in sé questo forte simbolismo.
    Con chi ne vivrà l’esperienza sento il vincolo cordiale della cordata e ricordo le parole che mi commossero quarantacinque anni fa, la sera dell’11 ottobre 1962, primo giorno del Concilio Vaticano II, quando Papa Giovanni dalla sua fine stra concludeva con toni provenienti dal cuore: «Infine ricordiamo tutti il vincolo della carità, e cantando o sospirando e piangendo ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e ci ascolta, procediamo sereni e fiduciosi nel nostro cammino».

Belluno, 11 ottobre 2007

Giuseppe Andrich
Vescovo di Belluno-Feltre

 

Sergio ReolonHo accolto subito e volentieri la proposta della Diocesi di Belluno-Feltre di collaborare alla realizzazione del Cammino delle Dolomiti. È per questo che, fin dalle prime riunioni del 2005, un funzionario dell’Amministrazione provinciale di Belluno, Carlo Avoscan, ha fatto parte del gruppo di progettazione, costituito da esperti di montagna e di turismo, tutti volontari, mossi dall’amore per la nostra splendida terra e per la nostra gente.
    Molte ore di lavoro sono state dedicate all’individuazione dell’itinerario più idoneo per disegnare un grande percorso ad anello, che toccasse i luoghi più significativi della nostra provincia. Impegnativa è stata anche l’opera di verifica dell’intero Cammino, necessaria però per offrire a quanti lo percorreranno un tracciato sicuro, “testato”, e una documentazione ricca, per progettare l’escursione nel migliore dei modi. È appunto la documentazione che abbiamo raccolto in questa guida, realizzata grazie al Progetto Heritour, con i testi di Francesco Laveder, scout del Masci che ha coordinato tutte le escursioni di verifica, e di Luigi Guglielmi, ideatore del Cammino.
    Dopo tanto lavoro, dunque, il Cammino delle Dolomiti è pronto. Il lungo percorso ad anello è stato suddiviso in trenta tappe, che corrispondono ad altrettanti capitoli del presente volume. Trenta tappe abbastanza impegnative, quanto a lunghezza: non è un caso se è stato scelto il nome “Cammino”, pensando in particolare al famoso itinerario della fede che ogni anno conduce migliaia di pellegrini fino al santuario di Santiago de Compostela. Come quel Cammino, anche il nostro richiede impegno, dedizione, direi amore per la terra che si attraversa e per la gente che vi si può incontrare. Come quello, anche il nostro è un Cammino nella pace, che offre occasioni di approfondimento spirituale, esistenziale, e che segue la traccia dei luoghi della fede. Essi sono, in definitiva, i luoghi della più antica presenza umana e, insieme, delle più antiche testimonianze storiche e artistiche nella nostra provincia: il Cammino li avvicina e li collega l’uno all’altro evitando le grandi arterie di traffico e seguendo, invece, le antiche mulattiere e i sentieri che sono stati tracciati in quota dai nostri avi, nei secoli scorsi, prima delle attuali strade di fondovalle. Non sono richieste attitudini alpinistiche, perché volutamente sono stati scelti tracciati agevoli e non pericolosi, pensando ai gruppi e alle famiglie.
    Chi si avventurerà sul Cammino delle Dolomiti, dunque, conoscerà la fatica del viandante, del pellegrino, ma avrà in cambio un approccio emozionante con la natura più vera delle nostre impareggiabili Dolomiti, quella dei villaggi dimenticati dai grandi flussi ma ancora presidiati dall’uomo, dei panorami grandiosi e silenti, dei fruscii del bosco, dell’acqua dei ruscelli. Un approccio slow, per usare un termine di moda, in un contesto ambientale che non può essere compreso nella sua più intima essenza da chi preferisce il “mordi e fuggi”.
    È ben difficile che tutto il Cammino possa essere percorso in un’unica soluzione, trenta tappe in trenta giorni. Questa guida dovrebbe consentire di scegliere quali tratti percorrere secondo la stagione più idonea e secondo le aspettative del viandante, magari rimandando all’anno successivo un secondo approccio.
In ogni capitolo, insieme ai dati di tappa, è stato lasciato un quadratino bianco dove farsi apporre il timbro dalle strutture convenzionate, lungo il Cammino.
    Sarà uno stimolo in più per compierlo un po’ alla volta, ricordando con giusto orgoglio fatiche e soddisfazioni delle tappe già percorse. Le sedi di tappa sono state individuate in località dove sono presenti strutture ricettive adatte a chi cammina, magari spartane ma dignitose e di prezzo contenuto: agriturismi, bed & breakfast, campeggi, ostelli, case per ferie, rifugi. È opportuno che il viandante, prima di affrontare una tappa, verifichi la disponibilità ricettiva, magari prenotando presso il luogo dove intende fermarsi per riposare: per questo può essere di grande aiuto il portale turistico della Provincia di Belluno, www.infodolomiti.it, dove si possono trovare tutte le informazioni necessarie. È chiaro, d’altra parte, che anche lungo il percorso di ogni tappa si possono incontrare altre strutture ricettive: chi si mette in cammino sceglierà ciò che sembrerà più adatto ai suoi gusti, tenendo presente che la provincia di Belluno è un territorio ricco di offerte turistiche dove non è difficile trovare ciò che si cerca.
Resta solo lo spazio per un augurio: buon Cammino!

 

Sergio Reolon
Presidente della Provincia di Belluno

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